Cherubino Gambardella
Luigi Arcopinto
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Tra il mito del Mediterraneo e la realtà del Sud contemporaneo, Cherubino Gambardella ha costruito un'architettura capace di abitare la contraddizione senza cercare di risolverla. Luigi Arcopinto firma per la collana IMPRINTING, diretta da Antonino Saggio, una monografia che racconta con precisione la figura e il metodo di uno degli architetti napoletani più importanti della scena italiana. Un libro che ci aiuta a capire il contributo che la cultura partenopea ha dato all'architettura del nostro Paese.
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Il volume si apre con un saggio introduttivo che posiziona Gambardella come portatore di un "imprinting" specifico: non più la narrazione univoca della modernità, ma un intreccio di riferimenti diversi.
Gambardella non cerca la perfezione formale, ma costruisce un'architettura che si nutre del territorio: mare, isole, scenari urbani, frammenti di paesaggio dove clima e vita umana si mescolano con la materia fisica dei luoghi.
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Arcopinto ci porta dentro l'atelier gambardellarchitetti, mostrando come il disegno diventi lo strumento principale del progetto: uno strumento che parla della costruzione, dell'invenzione, dell'uso concreto degli spazi e delle difficoltà del fare architettura in Italia — e al Sud ancora di più. Un invito a guardare Gambardella non solo come autore, ma come chiave per capire un'architettura meridionale che continua a interrogare il presente.
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Architettura dal Bauhaus alla Bioinformazione
Antonino Saggio
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Come si è trasformata l'architettura nell'ultimo secolo? Antonino Saggio firma un'opera che attraversa cent'anni di storia: dal Bauhaus alla rivoluzione informatica, dalla macchina all'era della biologia.
Il volume ricostruisce le trasformazioni dell'architettura moderna e contemporanea attraverso otto grandi stagioni: gli anni della macchina (1919-29), l'era dell'industria (1929-39), il "magnifico triangolo" Mies-Le Corbusier-Kahn del dopoguerra, fino alla crisi globale dell'industrialismo e all'avvento della rivoluzione informatica dal Ground Zero a oggi.
Un percorso che non si limita alla cronologia, ma indaga le relazioni profonde tra architettura, tecnologia e cultura, mostrando come ogni epoca abbia ridefinito il rapporto tra costruzione e conoscenza. Dai Big Boys degli anni Settanta all'enigma del linguaggio postmoderno, fino alle architetture intelligenti della bioinformazione, Saggio restituisce la complessità di un secolo che ha ridisegnato il mestiere dell'architetto.
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Da non perdere
in libreria
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La città nella casa
Quattro case sociali dello Studio MC2AA in Emilia
a cura di Francesco Cacciatore
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Cosa significa progettare housing sociale oggi, quando il confine tra pubblico e privato si è fatto incerto e la casa non è più solo rifugio ma dispositivo urbano? Studio MC2AA risponde con quattro progetti che ribaltano la tradizionale gerarchia tra interno ed esterno, trasformando l'abitazione in un frammento di città capace di generare nuove relazioni.
Attraverso una narrazione fotografica e critica, il volume documenta un'architettura attenta al contesto emiliano e alle sue trasformazioni, dove la qualità dello spazio domestico diventa strumento di coesione sociale. Un lavoro che dimostra come il progetto residenziale possa ancora essere terreno di sperimentazione e impegno collettivo.
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Landscape stations
Aree di servizio per una diversa mobilità nel paesaggio
Luigi Siviero
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Le aree di servizio sono solo non-luoghi anonimi destinati alla sosta veloce? Luigi Siviero ci dimostra il contrario, immaginando una rete di stazioni del paesaggio dove infrastruttura e territorio dialogano in una dimensione inedita.
Il libro esplora il potenziale progettuale di questi spazi, ripensandoli come dispositivi capaci di ricucire mobilità e ambiente, sosta e contemplazione. Un'architettura delle infrastrutture che rifiuta la standardizzazione per abbracciare la specificità dei luoghi, trasformando il viaggio in un'esperienza di conoscenza del paesaggio attraversato.
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Territori del comune
Trame socio-spaziali dell’autogestione del lavoro e delle economie popolari a Buenos Aires
Alioscia Castronovo
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Quando lo spazio pubblico diventa campo di battaglia per rivendicare diritti e immaginare futuri possibili, l'architettura non può restare neutrale. Beppe Cacciatore attraversa i territori del comune — quei luoghi in cui la collettività si organizza per sottrarsi alla logica della rendita e della privatizzazione — restituendoci una mappa critica delle pratiche spaziali di resistenza.
Il volume intreccia teoria urbana e racconto militante, mostrando come la lotta per i beni comuni si materializzi in progetti concreti: dalle occupazioni agli orti urbani, dai centri sociali alle esperienze di autogestione. Un testo necessario per comprendere il nesso tra spazio, politica e trasformazione sociale.
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